FARMACI ANTIDEPRESSIVI: CONSUMI E ADERENZA TERAPEUTICA IN ITALIA ED EUROPA

POSTATO IN MERCATO FARMACEUTICO
A cura di Laura Gatti

Farmaci antidepressivi: consumi e aderenza terapeutica in Italia ed Europa

In Italia la depressione colpisce circa l’11% della popolazione, più o meno fra i cinque e i sei milioni di persone. Entro il 2030, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sarà la malattia cronica più diffusa al mondo.

A livello globale, meno del 50% dei pazienti accede a un trattamento appropriato e, in alcuni Paesi, la percentuale è inferiore al 10%. Anche per questo, in occasione della Giornata Mondiale della Salute, in programma domani 7 Aprile, l’OMS ha avviato una campagna di sensibilizzazione sulla patologia dal titolo Depressione? Parliamone.

In Italia i consumi di farmaci antidepressivi erogati in farmacia valgono più di 260 milioni (prezzo ex-factory).

In Europa il mercato dei Paesi top 5 (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) vale 1,8 miliardi. Spicca la crescita dei consumi del Regno Unito (+5,6% per unità standard), seguito da Spagna (+2,9%) e Germania (+1,9%). Chiude la classifica l’Italia, preceduta dalla Francia, con un mercato che è cresciuto del +1,8%. Di questi l’Italia è anche il Paese con il consumo medio pro capite più basso (circa 18 unità standard) contro le 26,6 della Francia, le 31,8 dei nostri vicini spagnoli e le 50 del Regno Unito.

La variabilità regionale dei consumi è molto alta, con parte delle Regioni del Centro e del Nord a guidare la classifica.

QuintilesIMS_datiregionali

Non è però detto che questi dati misurino un Paese in cui la depressione è poco diffusa. Solamente una parte dei pazienti con diagnosi viene trattato e, secondo il rapporto OSMED 2015 sull’utilizzo dei farmaci in Italia, la patologia risulta fra quelle con il tasso di aderenza terapeutica più basso in assoluto: appena il 40%. Inoltre, molti studi condotti anche nel nostro Paese hanno rilevato una frequenza molto alta di interruzione anticipata del trattamento, che espone i pazienti a complicazioni e recidive generando costi aggiuntivi per il sistema sanitario e perdita di produttività per la società.

Il farmacista, quotidianamente vicino al paziente cronico, è in prima linea nel combattere questi fenomeni prima di tutto smontando i residui tabù costruiti attorno a una patologia invalidante che può essere efficacemente combattuta prima con una terapia farmacologica, da seguire con disciplina, e poi superata grazie al supporto di un esperto.

Aggiornamento 04/2017

linkedin twitter email

2017-04-06T15:55:40+01:00 Categorie: MERCATO FARMACEUTICO|Tag: , |