LA TERRA DEL SORRISO E DEL CONTROLLO MILITARE

La terra del sorriso e del controllo militare

Soprannominata “la Terra del Sorriso” per la filosofia di vita e il senso di accoglienza degli oltre 67 milioni di abitanti, la Thailandia è sempre stata attraversata da forti contrasti interni.
Guidato da militari, saliti al potere dopo un colpo di stato del 2014, il Paese ha dovuto affrontare la morte dello storico re Bhumibol, avvenuta nel 2016 dopo più di sessant’anni di regno.
La presa di potere militare ha portato a una lotta politica interna, danneggiando anche le relazioni diplomatiche ed economiche con i paesi vicini, soprattutto Cina e Giappone.

Nonostante questa continua instabilità, fin dagli anni ’70 vi è stato un costante impegno politico nel miglioramento del sistema sanitario nazionale, che ha portato a un aumento degli investimenti. Dal 2002, poi, si è raggiunta la copertura sanitaria universale e, attualmente, il 99% della popolazione gode del servizio pubblico, grazie ad una delle tre assicurazioni presenti:

  • la Social Security Scheme (SSS), obbligatoria per tutti gli impiegati del settore privato, copre 11 milioni di persone grazie ai contributi provenienti da datori di lavoro, dipendenti e governo;
  • il Civil Servants Medical Benefits Scheme (CSMBS), previsto per i dipendenti governativi, i pensionati e le persone non autosufficienti, copre 6 milioni di persone e rappresenta il più importante payer per le multinazionali;
  • l’Universal Coverage Scheme (UCS), coprendo 48 milioni di persone, dagli indigenti ai lavoratori nel settore pubblico, garantisce cure gratuite di base per la maggior parte della popolazione tailandese.

Ripartizione copertura sanitaria nazionale

Ma le prestazioni sanitarie non sono distribuite in maniera equilibrata all’interno del Paese, con la maggior parte delle strutture situate a Bangkok, a discapito del Nord-Est e delle zone rurali. Questa disparità di accesso alle cure è ulteriormente complicata dalla frammentazione dei sistemi finanziari delle assicurazioni pubbliche, la cui autonomia e diversità di benefici offerti non favorisce una possibile unione.

Sempre nella capitale, il settore degli ospedali privati è molto sviluppato, con un elevato numero di cliniche, frequentate da quei cittadini in grado di affrontare il costo di cure private ma, soprattutto, da pazienti stranieri, aumentati del 15% negli ultimi 10 anni.
Un’altra problematica è rappresentata dal ridotto numero di medici presenti: secondo la World Health Organization (WHO), infatti, per ogni 10000 pazienti sono presenti solamente 3.9 dottori, la maggior parte dei quali impiegati negli ospedali statali – molto inferiori rispetto ai Paesi vicini, come Singapore (19.5), Malaysia (12) e Vietnam (11.9).

La spesa sanitaria è quindi sottoposta a una crescente pressione, essendo finanziata prevalentemente dal governo thailandese e sottoposta a continue richieste da parte di quei cittadini che godono della UCS e del CSMBS. Secondo gli ultimi dati del WHO National Heatlh Accounts (NHA), infatti, la spesa è cresciuta del 5,8% nel 2014.

I consumi nel canale retail, poi, sono in contrazione a causa delle difficoltà economiche che influiscono su questo settore, interamente a carico dei cittadini. È in aumento, invece, il consumo di farmaci negli ospedali, non solo per effetto del turismo medico, ma anche a causa di nuove iniziative previste per assicurare un miglior accesso ai pazienti cronici e agli anziani più bisognosi.

L’attuale governo ha quindi in previsione di implementare e rafforzare misure di contenimento dei costi, discutendo anche un maggior contributo finanziario da parte dei pazienti. Non resta che attendere l’esito delle elezioni nel 2018.

Aggiornamento 07/2017

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2017-07-20T11:42:02+01:00 Categorie: MERCATO FARMACEUTICO|Tag: , , |