Il mercato farmaceutico in Italia: i numeri di IQVIA

Un anno in farmacia: tutti i numeri di IQVIA

Nuove evidenze dal mercato in farmacia: secondo gli dati della nostra società, il mercato totale del farmaco etico in Italia (ospedaliero e farmacia) ha chiuso in crescita il 2017, raggiungendo un fatturato totale di 21,2 miliardi di euro, +2,9% rispetto al 2016. L’andamento del mercato a valori è quindi in crescita, anche se si registra un rallentamento rispetto agli anni precedenti. Per quanto riguarda i volumi, il comparto è rimasto sostanzialmente invariato.

Scomponendo ulteriormente il mercato, abbiamo osservato che l’andamento del canale ospedaliero nel 2017 risulta in crescita a 10,3 miliardi (+4%), soprattutto a partire da agosto, con un aumento medio ben al di sopra del 10% al mese. Questo aumento è dovuto soprattutto all’introduzione di nuovi farmaci in area oncologica e per la cura dell’epatite C. Segnaliamo, a questo proposito, l’apertura delle terapie contro l’epatite C (HCV) a nuovi gruppi di pazienti con l’obiettivo di arrivare all’eradicazione completa di questa patologia, così costosa in termini di vite umane e anche con pesanti riflessi sulla spesa sanitaria.

Sempre in area acquisti diretti (ospedaliera), sono da evidenziare la distribuzione in nome e per conto (DPC), una modalità di dispensazione di alcune categorie di farmaci, soprattutto per patologie croniche da parte delle farmacie, introdotta sia per ridurre il costo d’acquisto, sia per migliorare la capillarità della distribuzione. La distribuzione in nome e per conto ha registrato un importante aumento a 2,1 miliardi (+13,3%). In questo comparto è da segnalare la crescita significativa degli anticoagulanti di nuova generazione (NOA) che rappresentano circa il 50% di tale incremento.

Cosa ci dicono invece i dati sui farmaci etici? Il consumo in farmacia è stato sostanzialmente stabile rispetto al 2016 a 15 miliardi di euro, di cui 10,4 miliardi rimborsati dal SSN. In particolare il volume dei farmaci di classe A – prodotti essenziali il cui costo è tipicamente a carico dello Stato e che rappresentano l’80% del valore dei farmaci etici in farmacia – è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno prima. In questo comparto sono i farmaci per l’apparato cardiovascolare a risultare primi in termini di spesa, malgrado la forte incidenza della scadenza brevettuale degli antagonisti dell’angiotensina che ha causato un abbassamento del valore di questo mercato. Per quanto riguarda i farmaci di classe A, abbiamo rilevato una crescita del 3,3% degli acquisti privati (senza rimborso SSN) e una ancora più significativa variazione dell’acquisto privato dei relativi generici con una crescita pari al 18,3% rispetto al 2016.

Prosegue la crescita del mercato dei farmaci equivalenti (generici) catalogati secondo la lista di trasparenza AIFA. Nel 2017 questo mercato in farmacia ha rappresentato l’81% a volumi e il 64% a valori del totale dei farmaci di classe A. I farmaci equivalenti sono ormai considerati intercambiabili rispetto al farmaco originale. Pertanto sono un’opzione terapeutica a basso costo che porta una potenziale riduzione dei costi sanitari.
Per quanto riguarda i farmaci di fascia C – il cui rimborso non è concesso dal SSN e che quindi sono a carico del cittadino – abbiamo rilevato un incremento pari al +2,9%, registrando un andamento particolarmente positivo per i prodotti analgesici, urologici, oftalmici e neurolettici.

“La spesa farmaceutica in Italia, soprattutto ospedaliera, continua ad aumentare ma in maniera più controllata, anche rispetto ad altri paesi occidentali” ha dichiarato il nostro Sergio Liberatore. ”Da un lato si nota un ulteriore risparmio nella spesa per i cosiddetti prodotti maturi, il cui brevetto è scaduto, grazie alla maggiore penetrazione dei farmaci generici. Dall’altro si spende sempre di più sui nuovi medicinali per la cura di patologie gravi, per esempio in campo oncologico, e per le malattie rare. Questi farmaci regalano anni di vita ai pazienti”.

Per quanto riguarda il mercato commerciale in farmacia, a mostrare un andamento in crescita è il comparto Consumer Health, che ha raggiunto i 9,8 miliardi di euro, con una crescita del +0,7% rispetto al 2016. Questo comparto è composto dai prodotti da banco, dagli articoli per la cura personale, dai parafarmaci e dai prodotti nutrizionali.

In particolare abbiamo notato un buon successo del mercato dei prodotti da banco (OTC) che sono aumentati a 5,8 miliardi di euro. Questo è dovuto al fatto che i pazienti sono più informati e sentono meno l’esigenza di ricorrere al medico per le malattie lievi. Pertanto il farmacista gioca un ruolo sempre più importante nella cura di queste malattie.

È da sottolineare che il mercato OTC è trainato dagli integratori (notificati) che per il quarto anno consecutivo hanno conosciuto un trend molto positivo (+5,7%). Gli integratori rappresentano la risposta del farmacista a una richiesta sempre più pressante e personalizzata di salute e benessere.

Stabile il mercato della cura personale, dell’igiene e della cosmesi attestato a due miliardi di euro. Questo segmento vede un buon aumento delle private label (prodotti fabbricati da una società terza e venduti con il nome della farmacia).

Per quanto riguarda i parafarmaci (siringhe, termometri, dispositivi medici) l’andamento delle vendite, rispetto al 2016, è in diminuzione del 3,7% a 1,6 miliardi di euro.

Sono altresì in calo le vendite dei prodotti nutrizionali a causa della forte concorrenza da parte di altri canali di vendita, in particolare della grande distribuzione organizzata. Da notare l’aumento della vendita degli alimenti per uso enterale (+13%) venduti prevalentemente in farmacia. Su questo trend incide sicuramente l’invecchiamento della popolazione.

“In questo momento, i farmacisti si trovano davanti all’alternativa di rinnovarsi o essere superati” ha dichiarato Sergio Liberatore. “Nel 2017 sono state aperte circa 400 nuove farmacie in Italia, ma il mercato totale della farmacia risulta sostanzialmente statico da dieci anni. Le vendite totali in farmacia tra il 2007 e il 2017 si sono sempre aggirate intorno ai 25 miliardi di euro con una contrazione nella spesa a carico dell’SSN, 10,4 miliardi nel 2017 contro i 12,5 miliardi nel 2007. Questo dato è compensato dall’incremento dei prodotti commerciali passati da 7,7 miliardi nel 2007 a 9,8 miliardi nel 2017. Inoltre, c’è grande fermento per la stagione di profondi cambiamenti che i farmacisti si stanno preparando a vivere a causa del previsto consolidamento del canale in grandi catene dopo il DDL concorrenza”.

Per il quarto anno consecutivo, le vendite online dei prodotti di libera vendita hanno messo a segno una promettente crescita a doppia cifra (+17%), ma il giro di affari arriva ad appena 96 milioni di euro. Dal portale del Ministero della Salute si evince che 623 farmacie sono autorizzate alla vendita online. Tuttavia dai nostri dati si capisce che soltanto una cinquantina di farmacie ha investito realmente su questo canale.

Aggiornamento 05/2018

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2018-05-24T09:46:43+02:00 Categorie: SCENARIO PHARMA ITALIANO|Tag: , , , |