WORLD ASTHMA DAY 2018: PER PARLARNE CON CONSAPEVOLEZZA

POSTATO IN SPECIALTIES
A cura di Giulia Besana

Lo stato dell’arte della contraccezione ormonale

Il primo di maggio, oltre ad essere ufficialmente la Giornata Internazionale dei Lavoratori, è anche un momento importante per parlare di salute. 20 anni fa, infatti, è stata stabilita questa data per creare e diffondere consapevolezza e informazioni relative ad una patologia delle vie respiratorie piuttosto diffusa, ma della quale non si conosce molto: l’asma.

La Giornata Mondiale dell’Asma è un evento mondiale organizzato dalla Global Initiative for Asthma (GINA), un’organizzazione globale fondata nel 1993. Secondo l’UMS sono 235 milioni le persone nel mondo affette da questa patologia, che colpisce le vie respiratorie causando problemi quali mancanza di fiato, tosse e spasmi, e che ha un impatto importante sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Secondo i dati IQVIA ci sono un milione e 283 mila pazienti affetti da asma e curati in Italia, in prevalenza dallo pneumologo e dal medico di medicina generale, ma anche l’allergologo ha un ruolo importante nella gestione di questa patologia. L’asma è una patologia cronica infiammatoria, i cui sintomi possono essere tenuti sotto controllo. Dipende, infatti, da molteplici variabili, tra cui fattori genetici o ambientali, che possono influire sulla risposta del paziente al trattamento.

L’asma si divide in diverse categorie a seconda della gravità. Si calcola che in Italia oltre la metà dei pazienti sia affetta da asma lieve-persistente, mentre oltre il 30% della popolazione è ad un livello moderato-persistente. Tra le tipologie di asma, il 73% è di tipo allergico, mentre il rimanente si divide tra non allergico (14%) e misto (13%).

Focus sull'asma Q4 2017 - Fonte dati IQVIA

Per riconoscere la tipologia di asma e comprendere il trattamento e gli accorgimenti chiave per un buono stile di vita è necessario sottoporsi a test effettuati da professionisti del settore, quali allergologi e pneumologi. Spesso un solo consulto non è sufficiente e i pazienti arrivano al professionista attraverso diversi canali: il 34% dei pazienti italiani vede uno specialista su richiesta del medico di medicina generale, mentre nel 36% dei casi il paziente si reca dallo specialista per una visita di controllo. Solo il 13% dei pazienti ha contattato direttamente di sua iniziativa uno specialista. Visite regolari e follow-up nel corso dell’anno hanno un ruolo cruciale per assicurare una corretta aderenza al trattamento e monitorare l’andamento delle manifestazioni di asma. In seguito alla visita specialistica, nell’84% dei pazienti viene fissata una visita di follow-up, che in media si verifica dopo poco più di 4 mesi. Nel nostro Paese i dati rivelano che solo nel 41% dei casi c’è un effettivo controllo dei sintomi dell’asma, mentre nel 26% i sintomi sono solo parzialmente controllati e nel 31% non lo sono affatto.

Provenienza del paziente visitato dall'allergologo

L’asma è una patologia che colpisce tutte le fasce d’età e si manifesta in entrambi i sessi. Secondo i dati IQVIA, il 61% dei pazienti affetti da asma trattati da pneumologi è donna. L’età media in cui questa patologia è più diffusa è tra i 30 e i 40 anni (21%), nonostante interessi fortemente anche fasce di popolazione leggermente più giovani e più anziane.

Molti pazienti spesso sottovalutano l’importanza di tenere sotto controllo i sintomi o imputano le manifestazioni di asma a comportamenti e stili di vita scorretti, quali il tabagismo. Infatti, si calcola che il 18% dei pazienti italiani affetti da asma siano fumatori più o meno assidui.

Aggiornamento 04/2018

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